Se devo essere sincero, non posso non attribuire un punto a favore alla fotocamera “classica“: un obiettivo, il mirino, diaframmi e tempi da impostare tramite qualche ghiera. Poi lo scatto, per trasformare quel momento in un ricordo da conservare.
Mi ha riportato a innamorarmi nuovamente nel fotografare l’attimo. Quello sportivo! Ma non solo. L’azione della street photography, o meglio della bike photography. L’attimo pedalato, sofferto, salito, vissuto!
Mi ha ricordato come è bello fermarsi a guardare qualcosa che, laggiù in fondo, ha attirato l’attenzione. Scendere dalla bicicletta, togliere il tappo dell’obiettivo e selezionare il diaframma per creare quell’effetto bokeh che ha elaborato la mente qualche secondo prima. Indietreggiare di qualche passo, giusto per adattare l’immagine all’obiettivo fisso, perché il 23 millimetri ti aiuta a pensare prima di scattare, ma allo stesso tempo non perdona. Una controllatina agli ISO e poi, finalmente, il click!
Si, dopo tanto pensare fotograficamente, arriva il momento di premere l’otturatore.
Ed è proprio questa magia che mi manca quando, per praticità e comodità, decido di pedalare fotografando con il cellulare. E’ tutto più semplice, veloce, immediato! Basta qualche secondo per farsi un selfie o, addirittura, fissare nel sensore la luce di uno dei tanti tramonti vissuti sui pedali.
Ma non è la stessa cosa. E tanto meno la testa, perché quel sapere che è tutto più facile non mi fa ragionare. Intanto basta un click e poi un’altro e così via per altri dieci o quindici che, mal che vada, una fotografia la tirerò fuori per i social.
Ecco, lo smartphone annebbia il mio fotografare! Manca proprio l’esprimersi pensando bene a quell’immagine che pian piano, con la fotocamera, va prima pensata e poi costruita.
E poi il selfie, cha tanto mi piace, ma che spesso con la fotografia centra poco o niente. Quel mettermi in mostra, in primo piano, come se il soggetto fossi io e non la bellezza di quel che mi circonda. E detto da me, proprio non ha senso. Ma quando guardo tutti quegli scatti con me davanti, come tanti altri protagonisti dell’apparenza, mi rammarica capire come per un’altra volta ho sacrificato la vera fotografia per un qualcosa che probabilmente finirà nel cestino, non appena pubblicato in qualche bacheca virtuale.
Ebbene no, voglio impegnarmi con la mente e prima di tutto il cuore: io scatto!
