Adesso vi racconto una storia. Una di quelle dove tutto sommato il finale non è proprio così male.
C’era una volta, qualche tempo fa, il lontano 2021. Poco più di tre anni e mezzo, che a pensarci bene sembrano una vita!
Ha rappresentato un anno importante. Ricordato principalmente per l’entrata in vigore del green pass e per i cortei di protesta in tutta Italia. Esattamente dodici mesi dopo il lockdown, che ci ha costretti a riprogrammare e rivalutare le nostre vite, i rapporti personali e i valori primari, insegnandoci il vero significato della solitudine.
Poi nell’aprile del 2021 la malsana idea di voler pedalare su un telaio che fosse soltanto mio! Qualcosa che potesse accompagnarmi per sempre. Un insieme di otto tubi in titanio saldati, che avrebbero dovuto ricordarmi la strada.
Ci ho messo una decina di mesi a decidermi, disegnandolo, scrivendolo, studiandone i minimi dettagli. Una bicicletta da strada con il comfort della gravel, per percorrere lunghe distanze.
Arriva il telaio e inizio l’odissea. Una volta montato, in pochi mesi ci ho pedalato 4mila chilometri con la mente (perché fisicamente c’era qualcosa di strano): telaio storto! Viene rifatto, ma di nuovo sbagliato. Quindi rifatto per la terza volta … ma qualcosa continuava a non andare per il verso giusto. Dopo tanta amarezza e un “percorso” troppo lungo da raccontare, continuavo a “pedalare decentrato“. Ma l’ho usato fino ad oggi, perché non volevo pensare di aver buttato via tutti quei soldi.
Comunque, per fortuna, oggi ho chiuso questo spiacevole capitolo! Dopo quasi quattro anni è giunta l’ora di voltare pagina e riprendere a scriverne uno nuovo.
Oggi posso finalmente presentarvi Lucky Luke! Non in onore del pistolero più veloce della sua ombra, ma del nome con cui mio padre mi chiamava quando ero più giovane.
Lucky Luke è un progetto nato grazie a Davide Malacarne (account manager Ridley Bikes) che, insieme a Enrico Viel e Roberto D’Incà di Robi Bike Belluno, mi ha dato la possibilità di comprare una Ridley Falcn RS. E non poteva mancare la professionalità di Antonio Tabarin, più comunemente conosciuto come Tony Spray. Un team di esperti che all’unisono hanno collaborato per realizzare quello che veleggiava nella mia mente.
Un telaio da strada altamente performante, il ché significa tutto e niente. La cosa che lo rende unico è che lo ho rivisto graficamente affinché raccontasse la mia vita. Ma soprattutto è stato pensato come un libro aperto per ricordarmi perché lo sto pedalando.
Non più titanio, vista la grande delusione. Ma un cuore in carbonio della serie Elite prodotto dalla giapponese Toray, con una particolare attenzione all’aerodinamica, grazie ai profili tubolari snelli.
Così nei mesi è stata creata, secondo i singoli dettagli che personalmente ho studiato affinché mi rappresentasse.
La forcella, che grazie al manubrio detta strada e direzione, è caratterizzata dai loghetti che per due anni hanno colorato e rappresentato la divisa da ciclismo della OLTRE Team. Tutti disegni e figure che hanno ravvivato la mia vita, dal giorno che sono nato fino ad oggi. Dal cuore a Le Petit Prince, passando per la fotocamera, il sole, le stelle, il pollice alto, l’infinito e molti altri.
Il tubo sterzo contribuisce a mantenere salda la direzione, quindi nel davanti porta il senso del mio pedalare: OLTRE Team! Logo dell’associazione e scritta, pennellati a mano con i colori che la contraddistinguono.
Il tubo obliquo non ospita più la scritta OLTRE Team, come nella Cutthroat, perché verrà posizionata in un altro posto. Lucky Luke riporta in grande la scritta WITH MY BIKE, tutto attaccato e con un colore diverso per ogni lettera. Si, perché è con la mia bicicletta che vivo pedalando, scoprendo nuove strade ed emozionanti avventure. E’ lei che mi permette di pensare, pedalando! Sotto, i nomi di tutte quelle persone che hanno reso possibile questo grande progetto, compresa data e nome del produttore e modello del telaio. Pennellata a mano, singola lettera e scritta, perché l’artigianalità è il motore della qualità.
Nel tubo orizzontale, come nella Salsa, c’è la mappa della mia vita. E’ la congiunzione tra la sella e il manubrio, quindi tra me e la direzione da prendere. Ci sono io, chi mi ha fatto nascere e tutte le persone che ci sono giornalmente e mi accompagneranno sempre, anche se nel cuore.
Il tubo verticale regge il peso, quindi sforzo e fatica. Ha dunque bisogno di cuore, di sapere che chi non c’è più, sarà comunque sempre con me, in ogni istante. Ecco perché all’interno ha tre stelle, con i contorni della bandiera italiana. La U per mio nonno Ugo Pavei, la D per Davide Girardi e la T per Tonino Zampieri. Non mi potranno mai abbandonare!
Il carro posteriore deve sostenere la forza che dalle gambe arriva alla ruota, per andare sempre avanti, in qualsiasi momento. Ecco perché nei foderi verticali ci sono due scritte.
La prima non ha bisogno di commenti: OLTRE Team.
La seconda invece si: “C’è disagio“, sempre, nel preciso momento in cui usciamo dalla zona di comfort, dove abbiamo il controllo della situazione. Ma è uscendone che troviamo il senso per migliorare, per crescere, per diventare più forti di quando siamo partiti.
Mentre nei foderi orizzontali sono scritte a mano due frasi. La prima è il motto con il quale ho creato l’associazione, ovvero “se andiamo OLTRE e ci mettiamo il Cuore, i nostri chilometri possono avere un senso“. L’altra è “That’s life. That’s what all the people say“, perché è così, punto! Può andare bene, ma anche male, lo sanno tutti. Casualità, destino, chiamatelo come volete, ma è semplicemente la vita e qualsiasi cosa accada sta a noi cercare sempre il motivo per sorridere, rialzarsi e andare avanti.
E alla fine … vissero tutti felici: This is Lucky Luke, il mio modo per “Pedalare pensieri“.





