Attorno al fuoco vivo

Ci sono sere che rimettono le cose al loro posto.

Scouts d'Europa fuoco squadriglia campo Soverzene Ponte nelle Alpi Cavarzano Belluno

Ho partecipato al campo estivo degli Scout d’Europa, dove mio figlio sta vivendo l’esperienza degli esploratori: l’appuntamento che chiude l’anno scout, dieci giorni all’aria aperta con le strutture del campo costruite dalle loro mani. Noi genitori siamo stati invitati a scoprire come nasce tutto questo e a entrare, per una sera, nel loro mondo fatto di vita all’aperto, autonomia e spirito di squadriglia.

il momento più bello: il fuoco di bivacco.

Ogni squadriglia si è presentata con i propri canti e le proprie scenette. Attorno alla fiamma è successo quello che nessuno schermo potrà mai restituire. Le scintille che salgono nel buio, i volti illuminati dal fuoco vivo. Si canta, si scherza, si ride in compagnia. E, nello stesso istante, si riflette: sulla vita, sulla quotidianità che ci circonda, sulla fortuna di essere lì, seduti in un prato fiorito, sotto un cielo di stelle.

Guardando quel fuoco vivo sono tornato ai miei quattordici anni. A emozioni che allora vivevo con naturalezza, forse senza coglierne davvero il valore. E ho ringraziato, dentro di me, i miei genitori che mi hanno spinto a viverle.

Questo è quello che desidero per i miei figli. Ragazzi che si confrontano con altri ragazzi, lontani dalla tecnologia, chiamati a pensare prima di agire. A capire cosa è giusto e cosa no. A scoprire che ogni problema ha una soluzione, soprattutto quando la si cerca insieme, condividendola con il gruppo.

Lontani dal marcio di una società che troppo spesso distrugge e cancella, quei ragazzi ieri stavano imparando l’esatto contrario: costruire, condividere, rispettare!

Ieri sera, davanti a quella fiamma, ho avuto una certezza: la strada è quella giusta. Far crescere i propri figli circondati da valori reali non è nostalgia. È il regalo più concreto che possiamo fare loro.