Penso a quando ero piccolo e guardavo, nelle serate in famiglia, un susseguirsi di immagini in formato diapositiva, proiettate in un fondale bianco. Incredulo, non pensavo che anche i miei cari avessero vissuto la loro infanzia e, a bocca aperta, ammiravo istanti di vita passare davanti a me, ad ogni click del telecomando.

Poi all’ultima immagine ne volevo ancora!

Allora subito a cercare nei cassetti i ricordi del papà bambino, di quando la mamma narrava che anche lei giocava con i gatti, oppure il ricordo del nonno scomparso, di quando mi portava a pescare, o lungo le strade di Polpet a cavalcioni di un motorino Ciao colore arancio.

Quanti ricordi: belli, tristi, sereni, ma alla fine sempre presenti in quel cassetto pieno di immagini, stracolmo, che mi raccontano chi sono stato, chi mi ha voluto bene.

Che dire? Per fortuna che c’è la fotografia, questa splendida possibilità di ricordare, di vedere quanto passato, di sorridere alla vita e trasmettere un domani a mio figlio la sua storia!

Ma se mi dovessero chiedere in questo stesso istante “Chi è Luca Mares?”… bhé, forse non saprei cosa rispondere anzi, proprio non saprei neanche da quale parte della vita iniziare.

Solitamente si avvia un racconto datandone l’inizio, quindi posso dire che sono nato nell’aprile del 1981 a Belluno, città in cui tutt’ora vivo.

Anche se nella vita il lavoro principale non ha niente a che fare con la fotografia, sono iscritto all’Ordine dei giornalisti del Veneto e nel tempo libero dirigo e curo una testata giornalistica online che si chiama GOBelluno Notizie (www.gobelluno.it). Fotograficamente gestisco un blog all’indirizzo www.lucamares.it e che amo definire come il mio “taccuino personale”, un pò il luogo dove scrivere pensieri e poterli trasformare in immagine.

Mi piace definirmi una persona molto dinamica, attiva, piena di idee da realizzare e con moltissima voglia di “fare” (e forse troppo poco tempo per tutto). Non amo stare fermo a guardare la ruota che gira, mi piacerebbe esserne il meccanismo che la fa ruotare. Cerco di avere sempre una posizione in prima fila, pronto all’azione, sempre presente, non perché amo apparire (anzi proprio il contrario in quanto amo lavorare nel dietro le quinte), ma perché voglio vedere, scoprire, aiutare se possibile ad andare avanti!

Non amo definirmi un fotografo, anche se ne possiedo la partita iva, ma penso a Luca come un appassionato, perché “fotografo” è una parola forse troppo importante e spesso usata in contesti inappropriati per definire le mie azioni di scatto.

Spesso penso a cosa mi piacerebbe fare da grande o, forse, a cosa mi sarebbe piaciuto fare, visto che ormai posso essere definito un ometto. La risposta? Il fotoreporter! Quella figura di giornalista che racconta i fatti attraverso le immagini, che sa trasformare emozione o dolore in fatti visibili e vivibili, non più immaginabili come un racconto, ma in carta dove il soldato ha un volto, un nome, una targhetta attaccata alla giacca e sta per compiere un’azione.

Ma i sogni sono belli perché ci permettono di fantasticare, quindi come tali restano nel cuore e continuano ad alimentare il nostro pensiero.

Ritornando a Luca… il tempo passa e con gli anni i progetti iniziano a nascere, crescono e si sviluppano, tanto da avere la fortuna di collaborare a progetti e servizi, soprattutto nel campo foto-giornalistico, con quotidiani e riviste locali e nazionali.

Non nego però che vi sono stati anche momenti bui, dove non sapevo se stavo fotografando per passione o perché mi avevano commissionato un lavoro. Ma fortunatamente ho avuto vicino persone semplici, che mi hanno sempre permesso di provare e al massimo tornare indietro per riprovare.

Tutto questo fino ad oggi, momento in cui sto cercando di scrivere in una pagina bianca e la paura sale e mi attraversa l’animo, perché sto per iniziare un nuovo progetto, un nuovo “mettersi in gioco” e provare!

Scusatemi se mi sono dilungato, ma è tutto nuovo per me, quindi cerchiamo di fare un passo alla volta, insieme.