Forms of city

Viviamo nell’era del digitale, in un mondo composto da migliaia di scatti automatici, scatti non pensati, tutti in sequenza uno dopo l’altro, tutti scanditi dal “click” veloce dell’otturatore, tutti destinati al cestino nella ricerca di quello giusto ma casuale.

Poi ti chiedi a cosa serve, perché, che significato hanno tutti questi scatti… allora ti fermi, prendi un 120, lo carichi nel magazzino e inizi il tuo viaggio!

Tutto, attraverso quel visore, appare molto più significativo, il mondo prende forma, le idee si susseguono nell’aria in attesa di venire impresse. La magia persa appare nuovamente con un disegno specifico, guardi attraverso uno specchietto che non permette errori e l’attesa del risultato è prolungata, lunga e snervante, ma fotograficamente magnifica!

Allora anche la fotografia più banale la pensi, affinché quel singolo fotogramma abbia un significato, non venga ricordato come un semplice click… ma resti impresso nella mente dell’autore come un ricordo… come il ricordo.

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